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giovedì 14 settembre 2017

Il pescatore

di Adamo Musella


Strana abitudine la sua
riesce sempre a farsi trovare
tu puoi pensare che sia in un posto qualsiasi
in un aereo o sotto un ombrello
nella biancheria stesa o sulla luna
nelle pagine della settimana enigmistica
in una sala da tè o in televisione

No in nessuno di questi luoghi
lo ritroverai sempre al tuo fianco
siete assieme lungo le strade della tua vita
egli con la canna da pesca
tu a portare il secchio col pescato

Strano binomio il vostro
tu parli e chiedi
forse ti senti scudiero
e in cuor tuo pensi che egli doni
principesse ed imprese
non credere
questo l'abbiamo fatto altrove

Egli ti mostra occhi neri
un volto indurito dal tempo
e la luce
la luce bella delle sue anime
quelle che porti nel secchio
Come faccio a saperlo?
sono stato come te quel giorno
poi ho capito
ho capito d'esser stato ripescato


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martedì 23 novembre 2010

Esule


di Adamo Musella

Presentazione

Parole rabbiose gridate per la sofferenza vissuta nella condizione di chi è costretto a una lontananza subita...
Parole ribelli contro un potere costituito indifferente alla condizione di chi patisce una condizione forzata, un esilio non scelto...
Spiraglio di speranza nell'illusione o nella realtà agognata di un ritorno alla VITA.

Cristina


Poesia

Ho visto il mio Paese nella sofferenza
ho sopportato il dolore attorno.
Marcia la gloria,
sotto l'ombra il tiranno
conta il denaro.

Ho respirato tra la gente
ho mangiato lacrime amare.
Dilaga l'odio,
tra le armi il mercante
vende il fratello.

Ho urlato nella piazza
ho sentito il carro pesante.
Sanguina il corpo,
al tavolo il politico
mangia la carne.

Ho creduto alla pace
ho ricevuto colpi sul volto.
Soccombono le madri,
tra le pietre i capi
dicono le preghiere.

Ho voglia di vivere
ho deciso la fuga.
Piange la Patria,
tra le onde la nave
canta il ritorno.

a Laila
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martedì 7 settembre 2010

L'insoddisfatto

di Adamo Musella

Ascoltatemi!
la vita mi è avversa
la serenità un frutto amaro.

Taci!
rispetta il selenzio
siamo morti.


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L'insoddisfatto by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License.

domenica 9 maggio 2010

Mille sfaccettature

di Monica Bartucci e Adamo Musella

Sibilline le parole
confondono l'aria
da nord a sud
dal vento al mare calmo
fin sopra ai nostri piedi nudi
immersi in un inverno che stenta
ad appassire al sole.

Parole dette asciutte
a raccontarci nei colori.
Siamo finzione e verità
uniche ed omologate
con garanzia di una vita
che al reclamo però tace.

Fuochi accesi seppur acqua cheta.
Siamo notte o giorno?
Chi siamo noi?
Forse cellule su pelle bianca
di primavere in attesa
che il fiato torni libero.

Siamo unici e tanti noi
e questo ti fa credere
di conoscermi nel vivo
che però decade alla sola
unica domanda
chi sei?
scoprendomi al tuo fianco.

O sibilline parole
nuovamente seminate confusione
la ragione è ancora sconfitta
alle porte di un attributo
che non sa più riconoscere
nella sua forma variata
dovendolo ora considerare con diversa luce.


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Mille sfaccettature by Monica Bartucci e Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

domenica 7 giugno 2009

Come l'acqua

la dedica di Marta Niero


Parlare con te
è come viaggio nell’acqua,
acqua pura, di sorgente
quando le parole volgono ai principi;
acqua briosa e viva nel gioco,
come ruscello al disgelo;
acqua vorticosa di correnti marine,
che tagliano abissi,
se le parole scavano profondità.
E tu sei come l’acqua:
sfuggente e plasmabile,
fluttuante e granitico,
in te muro e accoglienza,
una dualità non riunibile.
Accetto, comprendo.
Ma tu non ti lasci conoscere.

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Come l'acqua by Marta Niero is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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martedì 26 maggio 2009

In silenzio

di Stellagreca e Adamo Musella


Mi arrendo a pace improvvisa
segnata su carta come armistizio
le cui parole mediano ragione e sentimento
belligeranti senza sosta su terreno fertile
dove la battaglia è impressa sullo stesso volto
in un’espressione distaccata e commossa
come quando l’onda davanti agli occhi
immobilizza gli arti e la mente
e le vie di fuga chiare ed evidenti
sfumano ad ogni azione intrapresa
combattendo con amare certezze, con concrete visioni
tra venti e soffi di reale tormento.
Vago senza parole per buie e sperdute lande
dove ascolto in solitudine il suono sordo
ribellandomi ai processi mentali
fino ad urlare nell'oblio tutto il dolore
in attesa che l'armonia ritorni
a dissetare con acqua di limpida fonte,
l'oramai anima stanca.
Trasformo gli aspri conflitti in un desiderio
che un caldo manto di stelle
si adagi sul gelido cuore
per cullarmi in un accorato verso
che mischi le sue note infinite
ad un silenzio informe e già passato.

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mercoledì 22 aprile 2009

Il mare

di Stellagreca e Adamo Musella

Sorgente di vita
scintilla che sazia lo spirito
che riempie lo sguardo assopito
liquido vivo d'argento
sostanza accesa di tiepido ardore..
nel blu profondo si perde la mente
tra cristallina e nitida spuma..
gazzella che corre
non toccata dal tempo
rinverdisce gli umori
spenti, muti, assenti di sole
chiusi nell'oscurità
nei meandri del nulla..
riflesso che scalda e rincuora,
che spicca improvviso tra i flutti..
è lì che ritrovo di nuovo l'essenza
immersa nell'oblio dell'immenso
e perdute emozioni riaffiorano,
all'assente e spenta memoria
di chi osserva estasiato
rapito, confuso, ammaliato..
e che si scioglie, senza difese
nell'etereo, caldo splendore...
dove il colore diffuso
ora infranto mostra vita,
fluida e calda
alla ricerca di un incontro
memoria di un passato comune.
Quando la lotta era sotto il sole
e le mani spaccate al lavoro
spingevano sui remi
in attesa del vento a favore.
Erano giorni di sogni reali
di necessità alla vita
di rispetto scritto nelle onde,
nella forza di un combattimento alla pari
e l'odio solo un termine presente.
Lo stesso ora miete dolore
fine a se stesso
falciando fiori
spegnendo vite e
rendendo rossa
la nostra casa comune.

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domenica 19 aprile 2009

Distanze

di Monica Bartucci e Adamo Musella

Ora lievi,
ora forti
spesso sconfiggono le anime
spesso le rafforzano.
Uccidono l’amore
anche quando si è fiato a fiato.
Dicono la verità
ci mettono davanti ai nostri specchi
dandoci risposte.
Impalpabili sensazioni di lontananza
creano mancanza
e disordine.
Quelle tra ragione e cuore,
le più pericolose
perché fanciulle,
perché più fragili.
Quelle dalle nostre paure
e dalle nostre insicurezze,
son tempeste dentro di noi.
Le rivediamo sui diari
scritti nei pomeriggi di solitudine
ricordando città conosciute,
adesso a ore di viaggio.
I pensieri son forse infantili
ma le disegnano su vecchie mappe
custodite con morbosa gelosia
perché tracce di sogni e
di verde speranza.
Avrebbero da parlare
ed insegnare ancora a sognare
consapevoli che la loro presenza
non rappresenta un ostacolo,
solo un pegno da pagare
per continuare a sospirare.

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giovedì 26 marzo 2009

Vecchio

di Stellagreca e Adamo Musella

Padre ombroso
eri austero nei miei ricordi,
silenzioso ai miei lamenti.
Reggevi il peso di vita
la mia acerba
marcava il capo
segnava le braccia
fluttuanti nel vento
fresco sul mio viso
vedetta all'orizzonte
sicura sui mie piedi
ancorati ai tuoi
nella nuda terra
scura agli occhi
vitale al tatto.
Le foglie han scandito le ore
di anni passati e dolori subiti
Una piega è rimasta sul cuore
a memoria di lacrime antiche
di ricordi piantati
ma scostati con rabbia
e mutati in freddo rimorso
tra mazzi di fiori appassiti.
Il passato è ora canzone
note portate su ali sbiadite
nell'animo spento
su amare certezze.
Albero che vivi
che regni ancora nel bosco
nel profondo dell'essere mio
umile antico sordo pilastro
sostienimi
accompagnami
dammi la mano
e fai volare ancora
sul mio spirito lieve
quell'incerto fatato aquilone.


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domenica 25 gennaio 2009

Gestione risorse umane

di Nelida Ukmar


Diplomazia in velluto blu
sotto la giacca un contratto ricattabile
e un cuore instabile a pulsare
nell'interesse personal aziendale
in calo visibile di produttività spirituale

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domenica 18 gennaio 2009

Primavera

di Adamo Musella

Presentazione

Non sempre riusciamo ad ostacolare la nostalgia quando questa ci attanaglia cuore e mente.
I ricordi si riaffacciano diventando quasi realtà, tanto da confondere il presente.
Ma la vita ci sorprende poi con le sue meraviglie.
Bussano alla nostra porta ed entrano, a sorpresa, nuove amicizie e nuovi amori.
Germogli da coltivare ed accudire.
Piccoli segni di una Primavera che ritorna con i suoi colori ed il suo tepore.

Bartucci Monica


Poesia

Ricordo in ogni attimo

la sua assenza
ne vivo orfano oggi
ma sento che sarà così
domani e domani ancora

Ne vorrei godere ad occhi aperti
lasciando andar via
la mia stanchezza forzata
per un lungo viaggio
sostituendola
con la mia stagione d'amore
la primavera

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martedì 13 gennaio 2009

Tra vecchio e nuovo

di Adamo Musella

Presentazione

Incantevole visione del passato e del futuro, misti in un tutt’uno magnetico, e descritto con estrema soavità.
Si odono echi di suoni antichi, misti a gesti e movimenti che poggiano sulle ali del futuro, e che proiettano il lettore in una canzone senza fine, note infinite di tempi diversi ma che risuonano della stessa delicata melodia.
Da leggere e rileggere, per assaporare e vivere una profonda emozione.


Antonella Camerlingo

Poesia

Trovi traccia e scia
di giovanili passi
invadenti e ardenti
tra mura e corridoi
della città dormiente
che bagnata a pioggia
mescola equilibrio
nella giornata a festa
vista dal portone chiuso
fino allo stupore
della piazza aperta
che riversa acqua
sul confine
al passaggio
del viaggiatore
che segna il passo
senza contare il tempo

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Tra vecchio e nuovo by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License.

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mercoledì 3 dicembre 2008

IDORESIDE

di Nelida Ukmar


Abbracciare
la mia solitudine
per baciare l'essenza profumata
di desideri spiati
spianati dallo spasimo
soffocato in sofferenza

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IDORESIDE by Nelida Ukmar is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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mercoledì 22 ottobre 2008

Linee passate

di Adamo Musella

Presentazione

Quando arriva la sera, quando arrivano le ultime pagine della nostra vita, ci fermiamo a pensare, a valutare, tutti i momenti della nostra giornata, della nostra vita.
Gli avvenimenti, i segni, gli ostacoli...ognuno di questi ci ha obbligato a fare i conti con i nostri valori, i nostri credo.
Talvolta ci siamo trovati impauriti da ciò che non conoscevamo, talvolta disperati per la profondità del baratro davanti a noi. Ci siamo sentiti persi...come se la speranza stessa forse persa.
Ma poi, toccato il fondo, ci siamo rialzati...forse aiutati dal cielo, forse dalla mano di un amico...o semplicemente da noi stessi.
Quando arriva la sera, possiamo solo affacciarci ad osservare tutte le trasformazioni cui la nostra vita ci ha costretti...se arriviamo a fare questo, possiamo rilassarci...vuol dire che abbiamo vinto noi, e siamo pronti per trascrivere il nostro continuo...

Angelo e Gabriella


Poesia

Attesi la sera

e valutai l’ostacolo,
invocai i numi
e stesi le mani.

Eravamo arbitri.

Filtrai il bagliore
e superai i segni,
chiamai me stesso
e abbandonai le forze.

Eravamo profeti.

Ammonii l’impeto
e glorificai lo spirito,
superai il confine
e sparsi sale.

Eravamo sacerdoti.

Riposai la mente
e rilasciai il respiro,
coniugai il tempo
e trascrissi il continuo.

Eravamo osservatori.

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lunedì 21 aprile 2008

Figlie del mare

di Adamo Musella

Presentazione


In questa suggestiva poesia rivedo le donne slovene dell’Altopiano carsico, figlie del mare, che dalla metà del XIX sec. e fino alla metà del XX sec. portavano da mangiare ai propri uomini, impegnati a lavorare nei vigneti a terrazzo o nella pesca nel golfo di Trieste da Barcola fino a Sistiana.
Le mie ave erano donne di grande temperamento, infaticabili e in prevalenza longeve, nonostante la vita non certo facile.

Già la mattina presto scendevano verso il mare Adriatico partendo dai villaggi carsici con cesti pieni di vivande, in prevalenza prodotti della generosa terra rossa del Carso.
Erano tenaci figlie del mare e ognuna di loro si portava nei cesti anche la propria storia di fatica e di abnegazione.

Erano figlie del mare che si davano forza reciprocamente intonando canti popolari o nenie che servivano loro per mantenere il ritmo del passo e l’equilibrio dei pesi portati sulla testa.

Erano grandi donne che non temevano nulla. Erano pronte a sfidare il rigore dell’inverno e il caldo intenso dell’estate.

Non si chiedevano quale significato avessero le parole ‘libertà’ o ‘padrone’.

Sapevano vivere con quel poco che donavano loro la terra natia e il mare poco distante.
Sapevano amare incondizionatamente e senza lamentarsi.

La loro è una storia finita, ma in queste donne riconosco le mie radici e attraverso loro amo la tua poesia che me le ha fatte ricordare.

Nel



Poesia

Hai mai sentito il mare?
Non è silenzio,
ma racconto d’ascoltare.
Ogni sua goccia è una storia,
tutte assieme una vita.

Sono figlie del mare,
grandi quanto il sole,
sanno reinventare la vita
senza violenza.

Sono figlie del mare,
dolci come madri,
sanno intonare canzoni
senza confini.

Sono figlie del mare,
innocenti come bambini,
sanno amare,
senza odio.

Sono figlie di nostro padre,
libere come il mare,
sanno vivere,
senza padrone

Sono figlie del mare,
non hanno segreti,
non meritano questi tamburi,
non meritano quest’odio fraterno!

Hai mai sentito un boato?
questo non è silenzio,
ma una storia finita.


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Figlie del mare by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.


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Photo: Boston Whale Watch 06 by Ingrid Yates is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

giovedì 10 aprile 2008

Strada

di Adamo Musella

Presentazione

La strada

dove mi fermo
ad ascoltare il silenzio
nel mio viaggio
senza tempo
strada in salita
lunga e infinita
viaggio
sulle ruote della vita
in verticale d'Amore
su curve sottili
e asfalti divini

MT


Poesia

Ora stretta ora larga, ora tranquilla,
ora nervosa e ansiosa e per questo
incontrollabile come lo scorrere del
sangue nelle vene.
Una strada ecco cos’è la mia vita;
una strada con tante curve e pochi segnali.
Né corridore, né veloce automobilista,
sono viandante.
Poche soste, tante fermate; la strada
è un grande mercato: compri o vendi.
Ogni passo una cosa diversa,
niente è stato dimenticato,
tutto per tutti ed anch’io mi
sento oggetto.
Ma io non voglio che sia così,
e, anche se non sono un giocatore,
alla ragionevole convenienza
preferisco soluzione diversa.
Non sono solo so posso percepire,
nel calore prodotto dal movimento delle sue mani,
le mie stesso richieste
Tale scelta non è stata rischiosa,
perché in lei vedo la persona con cui
dividere tutto quello che la strada,
mai avida, ci offre.
Si sono sicuro di tanti capelli mi posso fidare.



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Strada by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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Photo: A riverside walk by Sanjib Mitra is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale 2.5 Italia License.

mercoledì 26 marzo 2008

Nebbia

di Adamo Musella

Presentazione

Ci sono momenti nella vita in cui tutte le nostre certezze sono spazzate via.
Ci sentiamo svuotati, quasi annientati. Ciò in cui abbiamo sempre creduto sembra privo di fondamento. Quello che stavamo costruendo ci appare un castello di sabbia che al primo soffio di vento crolla.
Era tutto un’illusione?
Ecco che veniamo risucchiati in un vortice, non riusciamo a capire quello che ci sta accadendo e proviamo solo uno strano senso di vuoto. Si finisce col toccare il fondo e solo dopo averlo fatto si può tornare lentamente a risalire.
È quanto Adamo trasmette in questa poesia con immagini metaforiche molto forti.
Emerge forte la sua voglia di far dissolvere la nebbia interiore che lo soffoca, fin quasi a bloccare il suo vivere. Una nuova energia lo spinge a “spezzare le catene”che lo tengono prigioniero di se stesso e del suo passato.
Avverte il desiderio di “volare lontano, di sorridere al mondo, di sollecitare il sangue a scorrere, di abbandonare la vecchia strada”, in poche parole di riprendere a vivere.
È un desiderio di rinascita di chi esprime con forza e determinazione l’amore per se stesso e per la vita, attraverso la sua dignità ritrovata.
Parole, quelle di Adamo, che fanno nascere la stessa voglia di guardarsi dentro e di risorgere a nuova vita con maggiore consapevolezza di se stessi e della propria forza interiore.


Cinzia


Poesia

La nebbia sale da dentro,
schiodiamo le nostre colpe
spezziamo le catene
togliamo il respiro al mostro leggero e
voliamo lontano.

Obblighiamoci a parlare,
discutiamo i nostri pensieri
respiriamo le nostre abitudini e
sorridiamo al mondo.

Affondiamo la spada,
liberiamoci dell’essere
rifiutiamo il fumo
attiviamo il tempo e
sollecitiamo il sangue a scorrere.

Urliamo sugli errori fatti,
riprendiamoci il senso perso
stracciamo la foto in cui l'ora è vecchia e
abbandoniamo la vecchia strada.

Imponiamoci l'ultimo momento,
resistiamo allo sgomento
abbattiamo la debolezza e
cediamo solo alla dignità ritrovata.


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Nebbia by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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Photo: Fog starts to shroud the Pasha Bulker by PJ Rosenberger is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.