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domenica 9 maggio 2010

Mille sfaccettature

di Monica Bartucci e Adamo Musella

Sibilline le parole
confondono l'aria
da nord a sud
dal vento al mare calmo
fin sopra ai nostri piedi nudi
immersi in un inverno che stenta
ad appassire al sole.

Parole dette asciutte
a raccontarci nei colori.
Siamo finzione e verità
uniche ed omologate
con garanzia di una vita
che al reclamo però tace.

Fuochi accesi seppur acqua cheta.
Siamo notte o giorno?
Chi siamo noi?
Forse cellule su pelle bianca
di primavere in attesa
che il fiato torni libero.

Siamo unici e tanti noi
e questo ti fa credere
di conoscermi nel vivo
che però decade alla sola
unica domanda
chi sei?
scoprendomi al tuo fianco.

O sibilline parole
nuovamente seminate confusione
la ragione è ancora sconfitta
alle porte di un attributo
che non sa più riconoscere
nella sua forma variata
dovendolo ora considerare con diversa luce.


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sabato 21 novembre 2009

Lettrice

di Adamo Musella

Presentazione

Un pensiero fatto di vento, si trasforma improvvisamente in tratto leggero di penna che armoniosamente traccia la giusta direzione, il giusto disegno. E le parole, appena nate, cadono come nuvole bianche su un foglio di cielo.

Carla Paolisso


Poesia

Il poeta suggeriva
la penna reclamava,
la parole vedevano la luce.


Tu attendi,
neonate
adagiate
su bianco.

E le sue
erano figlie docili
e le sue
erano voci ansiose.

Tu leggi,
parole
trasformate
in versi.

a Nadia

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giovedì 11 giugno 2009

Celtica

di Monica Bartucci e Adamo Musella




Ti ho scritto un canto
in cui ogni parola mi parla di te
che sei essenza
in un lieve passaggio di vita
consumato in attimi
che conto eterni
sapendo che il ricordo
è il primo atto
a che il desiderio
divenga espressione
di un sogno giovanile
di quando echi di risate
sovrastavano i passi
che anticipavano la tua immagine
prima ancora che tu apparissi
a porgere la sedia al sentimento
per scaldarsi al fuoco
dopo il lungo viaggio
che mi ha concesso
di liberare l'anima mia
perchè ti raggiunga
e ti sussurri di me
musica antica
che ho voglia di ritrovarti ancora

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venerdì 29 maggio 2009

L'apparenza

di Laura C. e Adamo Musella

Moltiplica idee e sostanza
la derivazione dell’origine, Zero appunto.
Seguirlo una sua scissione
prodiga e genesi di vita, Uno segnato.
Leggerlo un secondo atto
luce e buio, Due unito.
Osservarlo il cosmo
manifestazione e contemplazione, Tre finito.
L’elemento ora rigenera se stesso
esplodendo ritorna a Zero,
chiudendo l’infinito cerchio.


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domenica 19 aprile 2009

Distanze

di Monica Bartucci e Adamo Musella

Ora lievi,
ora forti
spesso sconfiggono le anime
spesso le rafforzano.
Uccidono l’amore
anche quando si è fiato a fiato.
Dicono la verità
ci mettono davanti ai nostri specchi
dandoci risposte.
Impalpabili sensazioni di lontananza
creano mancanza
e disordine.
Quelle tra ragione e cuore,
le più pericolose
perché fanciulle,
perché più fragili.
Quelle dalle nostre paure
e dalle nostre insicurezze,
son tempeste dentro di noi.
Le rivediamo sui diari
scritti nei pomeriggi di solitudine
ricordando città conosciute,
adesso a ore di viaggio.
I pensieri son forse infantili
ma le disegnano su vecchie mappe
custodite con morbosa gelosia
perché tracce di sogni e
di verde speranza.
Avrebbero da parlare
ed insegnare ancora a sognare
consapevoli che la loro presenza
non rappresenta un ostacolo,
solo un pegno da pagare
per continuare a sospirare.

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domenica 25 gennaio 2009

Passaggio notturno

di Marta Niero

Amo viaggiare
nel silenzio dei sogni
notturni,
cullata da fruscii
e raggi di luna:
poggiarmi
tra nudi rami
ruvidi e dormienti,
spiare finestre
scoprendo
essenze vere, perdendomi.
Ieri l’alba, vendicativa,
arrivò silenziosa e vigliacca;
fuggii rapida,
lasciando qui
tra l’abbraccio arbustivo
strappo di veste.

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Gestione risorse umane

di Nelida Ukmar


Diplomazia in velluto blu
sotto la giacca un contratto ricattabile
e un cuore instabile a pulsare
nell'interesse personal aziendale
in calo visibile di produttività spirituale

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sabato 24 gennaio 2009

Una sola cosa

di Adamo Musella


Ho voluto ago e filo
per ricucire anima e corpo
piegato e ferito.
Ho lasciato la ragione nel cassetto
e ho buttato in strada l'anestetico.

Posso sembrar pazzo
ma il dolore è segno alla vita
e il respiro suo
corre caldo nel sangue
e mi aiuta a ricordare ancora.

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martedì 13 gennaio 2009

Tra vecchio e nuovo

di Adamo Musella

Presentazione

Incantevole visione del passato e del futuro, misti in un tutt’uno magnetico, e descritto con estrema soavità.
Si odono echi di suoni antichi, misti a gesti e movimenti che poggiano sulle ali del futuro, e che proiettano il lettore in una canzone senza fine, note infinite di tempi diversi ma che risuonano della stessa delicata melodia.
Da leggere e rileggere, per assaporare e vivere una profonda emozione.


Antonella Camerlingo

Poesia

Trovi traccia e scia
di giovanili passi
invadenti e ardenti
tra mura e corridoi
della città dormiente
che bagnata a pioggia
mescola equilibrio
nella giornata a festa
vista dal portone chiuso
fino allo stupore
della piazza aperta
che riversa acqua
sul confine
al passaggio
del viaggiatore
che segna il passo
senza contare il tempo

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mercoledì 3 dicembre 2008

IDORESIDE

di Nelida Ukmar


Abbracciare
la mia solitudine
per baciare l'essenza profumata
di desideri spiati
spianati dallo spasimo
soffocato in sofferenza

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domenica 23 novembre 2008

Senso contrario

di Adamo Musella


Presentazione

… Negli stessi fiumi
Scendiamo e non scendiamo
Siamo e non siamo”.
Eraclito

C’è qualcosa di tremendamente combattuto/sostenuto in Senso Contrario, che provoca e distrae volontà e libertà.
La lotta che s’instaura nei versi è complessa; molteplici identità affascinano e spaventano nel medesimo istante. La duplicità filtrata dal crescente desiderio di inseguire il divino e il terreno, di posare lo sguardo su ciò che è stato e ciò che è o sarà, è una sensazione tangibile. Senso Contrario non è solo questo, è il recupero del senso della vita come ritorno a sensazioni vissute, la scoperta del valore dell’esistenza, il bisogno di conoscere ciò che la ragione umana si domanda da sempre non trovando mai risposta. Alfred Adler scrisse: “Ogni cosa è diversa da come appare”, ma se il salato, risultasse anche essere dolce e viceversa, troveremo mai un equilibrio o dondoleremo sino alla fine su un filo instabile? Ecco il ritorno all’origine apparente col rifiuto dell’infinito…
Ma rifiutare l’infinito significa schematizzare il tempo e Senso Contrario non da l’idea di questo, sarà un altro contraddittorio?

… L’uno in sé discorde
Con sé stesso s’accorda
Come l’armonia dell’arco e della lira”.
Eraclito

Lorella

Poesia

Mi potrai trovare alla foce del fiume
a guardare le acque di terra e di mare
a sentirne sulle labbra il dolce e salato
di un incontro tra parti di mondo
dell'uno dentro l'altra a rimescolarsi,
mostrando fuori scuro e freddo e,
celando dentro un armonico duetto di vita
da cui vorrei estrarre regole e concetti
da donare alla mia vista,
da ricordare nelle notti in cui sarò lontano e,
penserò a quella storia nata in cielo e,
divenuta terrena per un bisogno d'amore
che ora mi spinge alla risalita,
ripercorrendo i miei passi,
scegliendo l'origine apparente,
riassaporando il dolce e,
rifiutando l'infinito.

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sabato 22 novembre 2008

Pergoli

di Nelida Ukmar

Pace silenziosa attraversa i panni appesi
Esco dal buio della solitudine
Rigenerando i fiori nei vasi
Guardo la tua finestra semibuia
Osando pensare che ancora l'ami
Luci spente nel chiaro mezzogiorno
I nostri pensieri volano da pergolo a pergolo


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mercoledì 22 ottobre 2008

Linee passate

di Adamo Musella

Presentazione

Quando arriva la sera, quando arrivano le ultime pagine della nostra vita, ci fermiamo a pensare, a valutare, tutti i momenti della nostra giornata, della nostra vita.
Gli avvenimenti, i segni, gli ostacoli...ognuno di questi ci ha obbligato a fare i conti con i nostri valori, i nostri credo.
Talvolta ci siamo trovati impauriti da ciò che non conoscevamo, talvolta disperati per la profondità del baratro davanti a noi. Ci siamo sentiti persi...come se la speranza stessa forse persa.
Ma poi, toccato il fondo, ci siamo rialzati...forse aiutati dal cielo, forse dalla mano di un amico...o semplicemente da noi stessi.
Quando arriva la sera, possiamo solo affacciarci ad osservare tutte le trasformazioni cui la nostra vita ci ha costretti...se arriviamo a fare questo, possiamo rilassarci...vuol dire che abbiamo vinto noi, e siamo pronti per trascrivere il nostro continuo...

Angelo e Gabriella


Poesia

Attesi la sera

e valutai l’ostacolo,
invocai i numi
e stesi le mani.

Eravamo arbitri.

Filtrai il bagliore
e superai i segni,
chiamai me stesso
e abbandonai le forze.

Eravamo profeti.

Ammonii l’impeto
e glorificai lo spirito,
superai il confine
e sparsi sale.

Eravamo sacerdoti.

Riposai la mente
e rilasciai il respiro,
coniugai il tempo
e trascrissi il continuo.

Eravamo osservatori.

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domenica 21 settembre 2008

Uomo

di Adamo Musella

Presentazione

Già prima di nascere,siamo nati.
Già prima di scegliere,
abbiamo scelto.
Per imparare la lezione
dobbiamo vivere, morire e tornare a vivere,
fino a che saremo completi.
Solo allora avremo imparato,
saremo eterni e liberi,
per aiutare gli altri nei loro percorsi,
per arrivare alla meta,
all’Amore incondizionato.

Annamaria Ribuk

Poesia

Ho sognato di me,
ero scuro,
ero fango,
non ero solo,
la compagnia buttata in un fosso,
armata e abbrutita dall’odio.

La missione, spegnere il sorriso,
inseguire senza sosta il fratello,
armati di punto contro il diverso,
dimenticando l’amico.

Siamo stati uomini,
ora siamo demoni,
naufraghi e soldati.

Abbiamo chiuso le ali,
abbiamo sfoderato gli artigli,
ora laceriamo i sogni,
morendo con i figli.

Siamo stanchi,
pensavamo agli eroi,
ormai siamo soli,
accompagnandoci ai morti.

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venerdì 15 agosto 2008

Gemella

di Adamo Musella

Presentazione

Desideri espressi, nel mondo surreale dei sogni: in un ricordo mai vissuto di una amore onirico. Realtà della visione. Unica, irripetibile ma gemella. Di una vita da vivere, ma già vissuta. Tentativi di un sentire... di una mano da prendere... due labbra da baciare... guarda gli ochhi dell'amata da ritrovare. In una ricerca infinita dell'essenza. In uno sguardo il miracolo è compiuto: dal sogno alla realtà...
Lui la ritrova, in un miracolo d'amore.

Sophie


Poesia

Ti penso ancora,
la notte non è finita,
ti vorrei di nuovo con me e,
il sonno non arriva,
il pensiero non termina nemmeno e,
ti ricordo così come sei.

Sei dai contorni sfumati,
ti avverto in presenza e,
non ricordo la tua forma,
ti scorgo tenue e,
non avverto il tuo abbraccio,
ti respiro sulla pelle.

La tua pelle è come il vento,
ti sento sul mio viso e,
non ostacoli la visuale,
ti porto sulla schiena e,
non provo fatica,
ti stringo la mano.

La tua mano è eterea,
te la prendo in preghiera e,
non nascondi le mie,
ti sussurro parole e,
non sento risposta,
ti stringo la vita.

La tua vita è lieve,
te l'abbraccio in amore e,
non ricevo calore,
ti avvicino di fianco e,
non percepisco stupore,
ti premo le labbra.

Le labbra sono pura essenza,
ti formulo parole fraterne e,
non ricevo sensazioni,
ti chiamo con nomi diversi e,
non ti vedo voltare,
ti guardo negli occhi e,
ti ritrovo.


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martedì 22 luglio 2008

Nemesis

di Adamo Musella

Presentazione


Uscire di casa, stare fra la gente, sentire il sole sulla propria pelle, calarsi nei contesti e nelle situazioni, saper dissimulare le emozioni, vivere come se la notte potesse non avere fine…La giovinezza é anche questo: fingere di avere una forza che non abbiamo, che probabilmente non avremo mai, mentre la consapevolezza dei nostri limiti tarda a venire. Crescendo ci rendiamo conto che se la vita fosse solamente forma, sarebbe un po’ più facile evitare di soffrire. Perché in fondo ciò che é puramente convenzione ci protegge dal dolore. E sulle convenzioni, sulle regole, si fonda la vita sociale, cui non possiamo rinunciare, anche se purtroppo non ci basta: travolti dalla mistificazione, dalla ridondanza e dalla mercificazione dei contatti e delle relazioni, vorremmo amare, ma non riusciamo a credere negli altri. Soprattutto, non sappiamo credere in noi stessi, convivere con la nostra inadeguatezza, ammettere che la pace che deriva dall’unione con un altro essere umano é l’unica reale alternativa alla tortura logorante della solitudine.

Enzo & Daniela


Poesia

Seguiamo l'assunto,
e godiamoci il brio.
Invochiamo il caldo
e riscaldiamo la pelle.
Mettiamo la maschera,
e guardiamoci intorno.
Sosteniamo la forma
e assecondiamo l'ovvio.
Usiamo i numeri brevi
e contiamo il contorno.
Apriamo gli occhi
e misuriamo il risvolto.

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sabato 7 giugno 2008

Ciclo di noi

di Adamo Musella

Presentazione

Adamo è uno scultore: non scrive, cesella, è uno scultore della parola, con naturalezza, pazienza e semplicità. Il foglio è la sua materia, l'animo sensibile e l'acuta intelligenza i suoi strumenti.
Riflette, elabora, lima, un lavoratore instancabile, per offrirci il meglio come risultato. Sapientemente non dà, di proposito, "solo" la sua visione, ma ci lascia una libertà interpretativa da adattare al nostro personale sentire e proprio l'ultimo verso di "Ciclo di noi" ne è esempio. Ma prendiamoci per mano e cerchiamo di seguire il percorso creato dal nostro autore.
"Ciclo di noi": il viaggio infinito di una vita, della VITA, che parte chissà da dove, chissà quando, chissà verso che meta, sappiamo solo che aspettiamo il nostro treno, fermi in stazione, IN ATTESA.
Eccolo è arrivato, saliamo, è l'UNO: l'incontro con il nostro destino. inizia il viaggio, ne seguiamo, IN SINTONIA, il movimento.. rettilinei, curve, frenate. E' il SECONDO passaggio.
Nulla è eterno, però, si arriva sempre a un capolinea, al nostro SCIOGLIERCI, al TERZO momento, al divino, all'energia spirituale, alla chiusura di un CICLO, che è inizio del successivo, perché CICLO è anche eternità.
Ma Adamo è poeta d'amore e la sua lirica può essere anche la sintesi del sentimento più ricco e dannato che ci sia dato vivere.
Con lucidità ne ha enucleato i tratti più salienti, universalizzando ciò che tutti abbiamo vissuto.
Beviamo il caffè, aspettiamo. Lavoriamo, aspettiamo. Sogniamo, aspettiamo. Non c'è un tempo per l'incontro: avviene, in un attimo e l'attesa diventa cammino; non si è più soli, ci si scioglie, ci si perde, ci si ritrova, forse ci si trasforma in "altro" o altro si crea.... ma Adamo è libertà e "un terzo per scioglierci" lo possiamo leggere anche come un addio, un saluto, perché dopo essere stati compagni di viaggio si è scesi a fermate diverse, per proseguire su altri binari, verso altri cicli.


Marta





Poesia

Una vita passata in attesa,
un attimo per incrociarci,
un secondo per viaggiare sincroni,
un terzo per scioglierci.


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sabato 5 aprile 2008

Le solite cose

di Adamo Musella


L’aria era già calda quando decise di lasciare quel letto
e forse non ancora cosciente, con gli occhi sbarrati,
quasi a volersi proteggere dalla luce scagliata
da quella vecchia finestra, si alzò e
contemporaneamente, con genetica precisione,
incalzò le sue antiche ciabatte.
Seduto sul letto, ma con i piedi per terra, si chinò in avanti
portando le mani sulle ginocchia e
solo allora i suoi orecchi sentirono il suo respiro
e dunque si alzò.
Lo specchio di quella stanza lo mostrò in piedi,
con la mano sinistra quasi spianta sul viso, a cercare
con la destra tra vecchi giornali qualcosa non visto
solo dopo che l’ansia di stare li fermo lo prese
scelse a caso e con la sua bella stampa si diresse,
con passo ferrato, laddove ciascun di noi
perde una parte di se stesso.
Dopo un po’ si portò in cucina
qui con fare distratto tentò, rovistando nelle vecchie
credenze, di prepararsi ciò che egli chiamava “pranzo”.
Pochi minuti di gesti meccanici furono sufficienti a renderlo sazio e
fargli pensare che era troppo sveglio, forse per questo
decise di ritornare nella stanza del sonno.
La stanza matrigna lo accolse donandogli aria, luce e gli occhi sul mondo.
Egli si posò sul letto, chiuse gli occhi e con voce asciutta disse a se stesso: - le solite cose -

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Le solite cose by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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Photo: Good Morning by Toni Verdú Carbó is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.