mercoledì 22 ottobre 2008

Linee passate

di Adamo Musella

Presentazione

Quando arriva la sera, quando arrivano le ultime pagine della nostra vita, ci fermiamo a pensare, a valutare, tutti i momenti della nostra giornata, della nostra vita.
Gli avvenimenti, i segni, gli ostacoli...ognuno di questi ci ha obbligato a fare i conti con i nostri valori, i nostri credo.
Talvolta ci siamo trovati impauriti da ciò che non conoscevamo, talvolta disperati per la profondità del baratro davanti a noi. Ci siamo sentiti persi...come se la speranza stessa forse persa.
Ma poi, toccato il fondo, ci siamo rialzati...forse aiutati dal cielo, forse dalla mano di un amico...o semplicemente da noi stessi.
Quando arriva la sera, possiamo solo affacciarci ad osservare tutte le trasformazioni cui la nostra vita ci ha costretti...se arriviamo a fare questo, possiamo rilassarci...vuol dire che abbiamo vinto noi, e siamo pronti per trascrivere il nostro continuo...

Angelo e Gabriella


Poesia

Attesi la sera

e valutai l’ostacolo,
invocai i numi
e stesi le mani.

Eravamo arbitri.

Filtrai il bagliore
e superai i segni,
chiamai me stesso
e abbandonai le forze.

Eravamo profeti.

Ammonii l’impeto
e glorificai lo spirito,
superai il confine
e sparsi sale.

Eravamo sacerdoti.

Riposai la mente
e rilasciai il respiro,
coniugai il tempo
e trascrissi il continuo.

Eravamo osservatori.

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domenica 21 settembre 2008

Uomo

di Adamo Musella

Presentazione

Già prima di nascere,siamo nati.
Già prima di scegliere,
abbiamo scelto.
Per imparare la lezione
dobbiamo vivere, morire e tornare a vivere,
fino a che saremo completi.
Solo allora avremo imparato,
saremo eterni e liberi,
per aiutare gli altri nei loro percorsi,
per arrivare alla meta,
all’Amore incondizionato.

Annamaria Ribuk

Poesia

Ho sognato di me,
ero scuro,
ero fango,
non ero solo,
la compagnia buttata in un fosso,
armata e abbrutita dall’odio.

La missione, spegnere il sorriso,
inseguire senza sosta il fratello,
armati di punto contro il diverso,
dimenticando l’amico.

Siamo stati uomini,
ora siamo demoni,
naufraghi e soldati.

Abbiamo chiuso le ali,
abbiamo sfoderato gli artigli,
ora laceriamo i sogni,
morendo con i figli.

Siamo stanchi,
pensavamo agli eroi,
ormai siamo soli,
accompagnandoci ai morti.

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venerdì 15 agosto 2008

Gemella

di Adamo Musella

Presentazione

Desideri espressi, nel mondo surreale dei sogni: in un ricordo mai vissuto di una amore onirico. Realtà della visione. Unica, irripetibile ma gemella. Di una vita da vivere, ma già vissuta. Tentativi di un sentire... di una mano da prendere... due labbra da baciare... guarda gli ochhi dell'amata da ritrovare. In una ricerca infinita dell'essenza. In uno sguardo il miracolo è compiuto: dal sogno alla realtà...
Lui la ritrova, in un miracolo d'amore.

Sophie


Poesia

Ti penso ancora,
la notte non è finita,
ti vorrei di nuovo con me e,
il sonno non arriva,
il pensiero non termina nemmeno e,
ti ricordo così come sei.

Sei dai contorni sfumati,
ti avverto in presenza e,
non ricordo la tua forma,
ti scorgo tenue e,
non avverto il tuo abbraccio,
ti respiro sulla pelle.

La tua pelle è come il vento,
ti sento sul mio viso e,
non ostacoli la visuale,
ti porto sulla schiena e,
non provo fatica,
ti stringo la mano.

La tua mano è eterea,
te la prendo in preghiera e,
non nascondi le mie,
ti sussurro parole e,
non sento risposta,
ti stringo la vita.

La tua vita è lieve,
te l'abbraccio in amore e,
non ricevo calore,
ti avvicino di fianco e,
non percepisco stupore,
ti premo le labbra.

Le labbra sono pura essenza,
ti formulo parole fraterne e,
non ricevo sensazioni,
ti chiamo con nomi diversi e,
non ti vedo voltare,
ti guardo negli occhi e,
ti ritrovo.


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martedì 22 luglio 2008

Nemesis

di Adamo Musella

Presentazione


Uscire di casa, stare fra la gente, sentire il sole sulla propria pelle, calarsi nei contesti e nelle situazioni, saper dissimulare le emozioni, vivere come se la notte potesse non avere fine…La giovinezza é anche questo: fingere di avere una forza che non abbiamo, che probabilmente non avremo mai, mentre la consapevolezza dei nostri limiti tarda a venire. Crescendo ci rendiamo conto che se la vita fosse solamente forma, sarebbe un po’ più facile evitare di soffrire. Perché in fondo ciò che é puramente convenzione ci protegge dal dolore. E sulle convenzioni, sulle regole, si fonda la vita sociale, cui non possiamo rinunciare, anche se purtroppo non ci basta: travolti dalla mistificazione, dalla ridondanza e dalla mercificazione dei contatti e delle relazioni, vorremmo amare, ma non riusciamo a credere negli altri. Soprattutto, non sappiamo credere in noi stessi, convivere con la nostra inadeguatezza, ammettere che la pace che deriva dall’unione con un altro essere umano é l’unica reale alternativa alla tortura logorante della solitudine.

Enzo & Daniela


Poesia

Seguiamo l'assunto,
e godiamoci il brio.
Invochiamo il caldo
e riscaldiamo la pelle.
Mettiamo la maschera,
e guardiamoci intorno.
Sosteniamo la forma
e assecondiamo l'ovvio.
Usiamo i numeri brevi
e contiamo il contorno.
Apriamo gli occhi
e misuriamo il risvolto.

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sabato 5 luglio 2008

Condizionale

di Adamo Musella

Presentazione

Questa presenza assenza
Invade all’improvviso e poi scompare
La fata ammaliatrice
La strega incantatrice
Volerla
Averla
Possederla
Temerla
Ma mai
Mai contenerla
Perché è come vento
Come sabbia
Come acqua
Che brucia
L’autore conosce questa presenza assenza
Eppure ne teme ancora l’ombra
Non sa chi sia
Eppure è lui che l’ha
Sognata così...

Laura


Poesia

Fata quando ti penso
maga quando mi parli.
Luce al mattino
ombra all'improvviso

Ti vorrei assaporare miele,
ma poi mi diventi amara.
Vorrei lusingarti,
ma poi mi risulti indifferente.
Ti vorrei presente,
ma poi ti voglio assente.

Vorrei, vorrei,
ma poi ti sposto al punto e accapo non ci vai...


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sabato 7 giugno 2008

Ciclo di noi

di Adamo Musella

Presentazione

Adamo è uno scultore: non scrive, cesella, è uno scultore della parola, con naturalezza, pazienza e semplicità. Il foglio è la sua materia, l'animo sensibile e l'acuta intelligenza i suoi strumenti.
Riflette, elabora, lima, un lavoratore instancabile, per offrirci il meglio come risultato. Sapientemente non dà, di proposito, "solo" la sua visione, ma ci lascia una libertà interpretativa da adattare al nostro personale sentire e proprio l'ultimo verso di "Ciclo di noi" ne è esempio. Ma prendiamoci per mano e cerchiamo di seguire il percorso creato dal nostro autore.
"Ciclo di noi": il viaggio infinito di una vita, della VITA, che parte chissà da dove, chissà quando, chissà verso che meta, sappiamo solo che aspettiamo il nostro treno, fermi in stazione, IN ATTESA.
Eccolo è arrivato, saliamo, è l'UNO: l'incontro con il nostro destino. inizia il viaggio, ne seguiamo, IN SINTONIA, il movimento.. rettilinei, curve, frenate. E' il SECONDO passaggio.
Nulla è eterno, però, si arriva sempre a un capolinea, al nostro SCIOGLIERCI, al TERZO momento, al divino, all'energia spirituale, alla chiusura di un CICLO, che è inizio del successivo, perché CICLO è anche eternità.
Ma Adamo è poeta d'amore e la sua lirica può essere anche la sintesi del sentimento più ricco e dannato che ci sia dato vivere.
Con lucidità ne ha enucleato i tratti più salienti, universalizzando ciò che tutti abbiamo vissuto.
Beviamo il caffè, aspettiamo. Lavoriamo, aspettiamo. Sogniamo, aspettiamo. Non c'è un tempo per l'incontro: avviene, in un attimo e l'attesa diventa cammino; non si è più soli, ci si scioglie, ci si perde, ci si ritrova, forse ci si trasforma in "altro" o altro si crea.... ma Adamo è libertà e "un terzo per scioglierci" lo possiamo leggere anche come un addio, un saluto, perché dopo essere stati compagni di viaggio si è scesi a fermate diverse, per proseguire su altri binari, verso altri cicli.


Marta





Poesia

Una vita passata in attesa,
un attimo per incrociarci,
un secondo per viaggiare sincroni,
un terzo per scioglierci.


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domenica 1 giugno 2008

Incontro

di Adamo Musella

Presentazione

Adamo scrive di un incontro. Un incontro al quale ero presente anch’io…Nulla potrà cancellare il ricordo di quel momento.
Momento magico…Personalmente l’ho definito “alchimia d’essenze”.
Lui è riuscito a dipingere un quadro, un grande quadro di quella giornata.
Gente attorno a un lungo tavolo, diversa, che si voleva e che si vuole bene, legata dalla passione dello scrivere.
Era come se ci fossimo conosciuti da sempre, è stato stupendo! Un momento ”forte”.
Adamo, con una dolcezza tutta sua…e naturalezza disarmanti, coglie attimi ad alta intensità, intinge la penna nel proprio cuore e ne fa dono, snocciola parole cucite fra loro da un filo d’amore. Un amore puro, universale. Un amore che si sente.
Grazie Adamo per questa tua!…grazie infinite!

Augusto

Poesia

Le mani non tremano,
gli occhi non guardano altrove,
l'ansia sola e messa in disparte.

I pensieri raccolti in fila,
animati e felici per quei visi miti.

I passi sono dei compagni in armi,
quelle sostituite da parole in libertà.

Le voci sono finalmente volti,
ieri solo immaginati,
ora divenuti foto di oggi,
ricordi futuri.

Le riflessioni si colgono,
si commentano,
si digeriscono con il vino.

Quel tavolo ci ha reso uniti,
quelle speranze ci hanno reso simili,
quelle promesse ci hanno reso forti,
quell'essere stato forse ci farà rincontrare.

A tutti noi e a quella voce pungente fuori dal coro.

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mercoledì 7 maggio 2008

Il consenso

di Adamo Musella

Presentazione


Il mio carissimo amico Adamo esprime tutto il suo carattere dolce e positivo in questa poesia volta alla speranza.

"...lascia che il passato diventi oggi...".

Sempre alla ricerca della felicità siamo noi uomini! E come non trovarla leggendo dentro noi stessi?
Adamo dice di fermarci a pensare, perché in quei brevi momenti di riflessione, potremmo davvero riordinare la confusione che attraversa il nostro cuore negli attimi di sconforto.

"...la confusione non aiuta a scegliere...".

Cerchiamo di vedere gli ostacoli della vita per quelli che sono realmente, senza ingigantirli con ansie e paure capaci solo di confonderci.

"Le onde non sono così alte se l'audacia passa in accordo a quei pensieri...".

Katie




Poesia

Quello che ora ti chiedo è ascoltarmi,
lascia che il passato diventi oggi,
riponi il tempo nel dimenticatoio,
mira al senso delle parole e
ignorane il fine se nascoste.

Le attese nascono lente,
le stagioni non perturbano l’equilibrio
quando questo nasce da un sorriso
che spegne l’Illuminismo e
mi conduce al desiderio.

Il silenzio veste l’abito buono,
non aspetta la domenica,
si presenta senza invito e,
porta solo il vino.

Le miti pause segnano il passo,
questi pensieri mal celati si alternano come
quando piove e il sole non scompare,
la confusione non aiuta a scegliere;
ombrello o calde gocce sulla mia fronte.

Le onde non sono così alte,
se l’audacia passa in accordo a quei pensieri,
che possono germogliare su terreno fertile,
crescere fiori color del cielo;
azzurro e sereno senza ritocco.


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martedì 22 aprile 2008

L'attesa

di Adamo Musella

Presentazione

L’autore, e caro amico Adamo, in questa poesia cerca di immedesimarsi nelle personalità, nei modi di pensare e agire, di una coppia di innamorati...
(... chissà quanti troveranno un po’ di se stessi in questo scritto...)
Due persone, due cuori che vivono insieme,... il susseguirsi dei giorni e di istanti,... ognuno con le proprie sensazioni ed emozioni… e queste, sono quasi identiche... si completano!
Una Lei e un Lui con dolcezza e passione, immaginano il loro Amore che, potrebbe essere, ma purtroppo, ancora non è...

Anna


Poesia

Cominciava lungo la strada in compagnia di quelle mura,

testimoni di molti ricordi e forse anche del tuo.

Ti era caro il pensiero di sorprenderlo con il nuovo giornaliero,
il piacere dei fiumi di parole che accendevano i sensi.
Ti era caro il pensiero di abituarla con fiori dai colori del momento,
il piacere di arginare i fiumi per giungere dolcemente al bivio.

Ti era caro il desiderio di provocarlo con venti di guerra,
la soddisfazione della chiamata alle armi che precede la pace.
Ti era caro il desiderio di resisterle con indifferenza diplomatica,
la soddisfazione di non essere arruolato e fare la pace.

Ti era cara l'euforia di descriverlo con pastelli tenui,
la malizia negli occhi che faceva nascere invidia.
Ti era cara l’euforia di mostrarla in foto,
la malizia del tutto assente nelle affermazioni d’invidia.

Ti era cara l’ora di chiamarlo con l’emozione della prima volta,
l’eccitazione dell’incontro preludio dolce all’unione.
Ti era cara l’ora di vederla nella bellezza di sempre,
l’eccitazione di respirare di nuovo insieme.

Mi eri cara, ti ero caro e forse stiamo ancora aspettando.

con affetto a M.V.

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lunedì 21 aprile 2008

Figlie del mare

di Adamo Musella

Presentazione


In questa suggestiva poesia rivedo le donne slovene dell’Altopiano carsico, figlie del mare, che dalla metà del XIX sec. e fino alla metà del XX sec. portavano da mangiare ai propri uomini, impegnati a lavorare nei vigneti a terrazzo o nella pesca nel golfo di Trieste da Barcola fino a Sistiana.
Le mie ave erano donne di grande temperamento, infaticabili e in prevalenza longeve, nonostante la vita non certo facile.

Già la mattina presto scendevano verso il mare Adriatico partendo dai villaggi carsici con cesti pieni di vivande, in prevalenza prodotti della generosa terra rossa del Carso.
Erano tenaci figlie del mare e ognuna di loro si portava nei cesti anche la propria storia di fatica e di abnegazione.

Erano figlie del mare che si davano forza reciprocamente intonando canti popolari o nenie che servivano loro per mantenere il ritmo del passo e l’equilibrio dei pesi portati sulla testa.

Erano grandi donne che non temevano nulla. Erano pronte a sfidare il rigore dell’inverno e il caldo intenso dell’estate.

Non si chiedevano quale significato avessero le parole ‘libertà’ o ‘padrone’.

Sapevano vivere con quel poco che donavano loro la terra natia e il mare poco distante.
Sapevano amare incondizionatamente e senza lamentarsi.

La loro è una storia finita, ma in queste donne riconosco le mie radici e attraverso loro amo la tua poesia che me le ha fatte ricordare.

Nel



Poesia

Hai mai sentito il mare?
Non è silenzio,
ma racconto d’ascoltare.
Ogni sua goccia è una storia,
tutte assieme una vita.

Sono figlie del mare,
grandi quanto il sole,
sanno reinventare la vita
senza violenza.

Sono figlie del mare,
dolci come madri,
sanno intonare canzoni
senza confini.

Sono figlie del mare,
innocenti come bambini,
sanno amare,
senza odio.

Sono figlie di nostro padre,
libere come il mare,
sanno vivere,
senza padrone

Sono figlie del mare,
non hanno segreti,
non meritano questi tamburi,
non meritano quest’odio fraterno!

Hai mai sentito un boato?
questo non è silenzio,
ma una storia finita.


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Figlie del mare by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.


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Photo: Boston Whale Watch 06 by Ingrid Yates is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

Verde

di Adamo Musella

Presentazione


Le armi strette nelle mani esprimono la rabbia
di un amore perduto
ma nascondono la speranza
di riuscire a soddisfare la gran voglia di amare.

Infatti le mani “cedono alla ragione del sorriso” e
si adoperano a riaccendere quella luce,

oramai assopita, che permette all’anima di sperare ancora.

Franco & Michela



Poesia

Allora era lieve e lontano lo sguardo su quelle ore
passate immobile davanti a quel semaforo, che ora
il ricordo di quello fugace, sulla figura senza verbo,
diviene l’inizio della fine della stasi.

Il movimento presto distanzia l’apparente,
alla ricerca di quel colore assopito nella mente,
in attesa di essere riconosciuto nella voce dell’altra.

Il tono, mai alto, dona all’altro innocenza
che si trasforma in un desiderio di pace
sebbene le armi siano ancora strette nelle mani.

Le stesse ora cedono alla ragione del sorriso
e aprendosi raccolgono il colore dell’altra
mescolandolo al proprio nella lunghezza d’onda,
che ora riconosco come via libera.

Adesso il semaforo scompare e il percorso diviene aereo
e tu luminosa, sulla tela, di un colore
ricco di speranza presente e futura che io,
attraverso i tuoi occhi, chiamo verde.



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Inverno ed estate

di Adamo Musella

Presentazione

Coraggiosa accettazione di una spiccata dualità, che contraddistingue alcuni di noi.
Adamo, ne fa tesoro e la esprime con naturalezza e sincerità, riconoscendo un dualismo che caratterizza la sua personale essenza, l'accettazione di sè è un atto d'amore verso se stessi e gli altri...
Solo un'anima sensibile e distaccata da preconcetti, carcerieri del nostro vero Io, riesce a far parlare con spontaneità la propria anima, senza paure, senza riserve...
Adamo con la sua poesia "Inverno ed Estate", è riuscito nell'intento...lascia che i sentimenti contrastanti , parlino, esprimano la gioia e l'odio, che sono racchiusi nello spirito dell'essere umano...
Riconoscersi e saperlo descrivere in forma poetica, non è da tutti, ma lui...traccia con le parole, verità che ci appartengono...
Adoro il suo scrivere,e poi... in questa dualità mi specchio con piacere, anche io..


Con affetto

Angelica



Poesia

Gli occhi debbo averli aperti per vedere l’invidia
di chi desidera cose mai possedute,
e la mia per non averti sempre avuta.

Occhi aperti per guardare l'egoismo
di chi non divide niente con nessuno,
e il mio che ti vuole solo per se.

Occhi aperti per scrutare l’odio
di chi sopporta solo se stesso,
e il mio per chi è stato prima di me.

Occhi aperti per criticare la prepotenza
di chi della forza fa virtù,
e la mia per mantenerti sempre vicina.

Occhi aperti per ricordarti
che la certezza, che chi ama odia,
è quella stessa che avvicenda inverno ed estate.



Con tanto amore alla mia T.(amore perduto) che mi ha donato tanti motivi affinché di occhi li abbia aperti invece che chiusi

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Concertata confusione

di Adamo Musella

Presentazione

In questa poesia riconosco Adamo...vedo dei lati della sua personalità che sfuggono dalle briglie che le trattengono...ma confondono, costruisce con il cuore le sue poesie, ogni parola, ogni virgola, ogni pausa... tutto è valutato al massimo per dar uno e molti significati...a volte mi trovo a domandarmi lui che significato da....e a chiedermi se realmente vuol far capire ciò che ha dentro, perché custodisce tutto gelosamente.

Chi è questa voce?

E' forse il nostro io più profondo con il quale “duettiamo” per riuscire a capirci?

Oppure è una voce reale?
O è entrambe...una sorta di metamorfosi tra ciò che abbiamo dentro e una sorta di controparte reale tangibile, il nostro io interiore che si identifica in una persona..si stacca dai nostri schemi e vive di vita propria facendoci veder le cose, la vita da un altra angolazione?

Due anime distinte, una terrena l'altra spirituale che accorrono in nostro soccorso per compensar il nostro esser troppo spirituali o troppo terreni...

Forse è dar un volto alla voce che sta dentro di noi...quella voce che fa ordine tra i nostri pensieri...cerca di razionalizzarli....quella voce che è pure capace di mandar tutto all'aria, per scombinarci la vita...per farci reagire.

Forse si è reale...in carne ed ossa, il nostro alter ego...la nostra metà...forse.

Come forse la reale “confusione” è dentro di noi che spesso fatichiamo a veder come siamo, a volte duri con noi stessi, altre fin troppo accondiscendenti...il nostro bisogno di una voce assennata, irrequieta, ostinata...e si paziente, che ci parli con voce d'amore, aiutandoci ad aprire veramente gli occhi in noi stessi, per veder come siamo...per guardarci con occhi più veri...

Marilena


Poesia

Voce assennata
mi parli del bene
che negli altri non vedo,
mi consigli abbondanti parole
che non sempre mi voglion lasciare,
mi doni la pietà
che in me spesso non trovo.

Voce irrequieta
mi mostri l’amore divino
che non è il mio amore terreno,
mi riempi di un grigio silenzio
che non è nero quanto il mio,
mi doni la calma
che non mi appartiene

Voce ostinata
mi esalti la morale di chi crede
che non soddisfa la mia giustizia
mi rimproveri eccessiva gioia carnale
che non è sempre nei miei pensieri,
mi neghi l’egoismo
che molte volte regalo.

Alla mia voce paziente.

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giovedì 10 aprile 2008

Strada

di Adamo Musella

Presentazione

La strada

dove mi fermo
ad ascoltare il silenzio
nel mio viaggio
senza tempo
strada in salita
lunga e infinita
viaggio
sulle ruote della vita
in verticale d'Amore
su curve sottili
e asfalti divini

MT


Poesia

Ora stretta ora larga, ora tranquilla,
ora nervosa e ansiosa e per questo
incontrollabile come lo scorrere del
sangue nelle vene.
Una strada ecco cos’è la mia vita;
una strada con tante curve e pochi segnali.
Né corridore, né veloce automobilista,
sono viandante.
Poche soste, tante fermate; la strada
è un grande mercato: compri o vendi.
Ogni passo una cosa diversa,
niente è stato dimenticato,
tutto per tutti ed anch’io mi
sento oggetto.
Ma io non voglio che sia così,
e, anche se non sono un giocatore,
alla ragionevole convenienza
preferisco soluzione diversa.
Non sono solo so posso percepire,
nel calore prodotto dal movimento delle sue mani,
le mie stesso richieste
Tale scelta non è stata rischiosa,
perché in lei vedo la persona con cui
dividere tutto quello che la strada,
mai avida, ci offre.
Si sono sicuro di tanti capelli mi posso fidare.



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Strada by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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mercoledì 9 aprile 2008

Il vento dei miei pensieri

di Adamo Musella

Inutili tante parole,
oggi il vento è sovrano.
Tutti lo odiano, tutti lo temono,
quando c’è lui, verità e menzogna sono tutt’uno.
Ma io non voglio parlare,
solo guardare e non ti sento nemico se,
soffiando ancora più forte, spingi,
con impeto, mai mostrato ad alcuno,
il calore del mio corpo fin sulle sue labbra.
Oggi non vuoi vedere che noi e
con malizia quasi felina scorri dolcemente
nei suoi lunghi capelli; le giri intorno
senza sosta per guardarla più volte
come se temessi di non rivederla mai più,
e, quando privo di forze, ti fermi e
tutto sembra finito, ti rianimi e
con una passione, da te mai provata, la stringi
forte forte per affermare che lei, come te,
siete nati senza padrone.
Poi, come rapito ad ogni altro dovere,
plani sul suo viso e con il garbo e la dolcezza
di due mani ne studi ogni suo lineamento
sentendoti ad ogni contatto sempre più bambino
fino a quando, spinto dalla fame, diffondi
con la tua leggerezza incorporea sul suo seno,
che ti accoglie e ti nutre con amore materno.
Ora sazio, scorri sonnolento tra questi monti sicuri
per poi risvegliarti adulto e con nuovi desideri.
Adesso ti senti Bora e Scirocco e guardi
questo seno con diversa passione;
lo avvolgi soffiando ora forte ora lieve
quasi a voler stimolare in lui le più
corporee passioni animato da un’audacia
che solo chi è amante conosce.
Ti senti amante, ma sei incorporeo e,
solo allora, guardandomi con rabbiosa tristezza,
ricordi di essere solo vento,
il vento dei miei pensieri.


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Il vento dei miei pensieri by Adamo Musella is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

sabato 5 aprile 2008

Le solite cose

di Adamo Musella


L’aria era già calda quando decise di lasciare quel letto
e forse non ancora cosciente, con gli occhi sbarrati,
quasi a volersi proteggere dalla luce scagliata
da quella vecchia finestra, si alzò e
contemporaneamente, con genetica precisione,
incalzò le sue antiche ciabatte.
Seduto sul letto, ma con i piedi per terra, si chinò in avanti
portando le mani sulle ginocchia e
solo allora i suoi orecchi sentirono il suo respiro
e dunque si alzò.
Lo specchio di quella stanza lo mostrò in piedi,
con la mano sinistra quasi spianta sul viso, a cercare
con la destra tra vecchi giornali qualcosa non visto
solo dopo che l’ansia di stare li fermo lo prese
scelse a caso e con la sua bella stampa si diresse,
con passo ferrato, laddove ciascun di noi
perde una parte di se stesso.
Dopo un po’ si portò in cucina
qui con fare distratto tentò, rovistando nelle vecchie
credenze, di prepararsi ciò che egli chiamava “pranzo”.
Pochi minuti di gesti meccanici furono sufficienti a renderlo sazio e
fargli pensare che era troppo sveglio, forse per questo
decise di ritornare nella stanza del sonno.
La stanza matrigna lo accolse donandogli aria, luce e gli occhi sul mondo.
Egli si posò sul letto, chiuse gli occhi e con voce asciutta disse a se stesso: - le solite cose -

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martedì 1 aprile 2008

Il nostro cielo

di Adamo Musella

Presentazione

Già da subito, appena letti, questi versi infondono un'indefinita sensazione di dolcezza e allo stesso tempo trasmettono con immediata chiarezza il senso della vita.
L'"oggi" è la metafora della vita ed ogni verso rappresenta la descrizione del nostro vissuto ovvero la speranza di come vorremmo che fosse.
Il divenire delle parole è rockeggiante, inizia lentamente per poi serenamente esplodere e lasciare al cuore il senso eterno de "il nostro cielo".

Alessandro e Francesca


Poesia

Oggi è giorno di festa non di tempesta,
le ore non han bisogno d’orologio
l’aria è calda e del sole non c’è traccia.
Oggi è dì d’amore non d’ onore.

Oggi è giorno di ricordanza non di dimenticanza,
dolce è stato ciò che ci donammo
veri i sogni che ci scambiammo.
Oggi è dì di passioni non di finzioni.

Oggi è giorno di promesse non di tristezze,
l’alba nascerà unica
il futuro sarà certo lucente.
Oggi è dì di verità non di falsità.

Oggi è giorno assoluto non vincolato,
la certezza rende pieni i nostri pensieri.
Oggi è dì di unione non di separazione.

Oggi è giorno di momenti non di istanti
il cielo sovrasta grattacieli di colorate città.
Oggi è dì di eternità non di brevità.



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Photo: wF ~ el cielo se abrió - the sky was opened by Xavier Fargas is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.